La SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) è una condizione in cui i batteri, che normalmente popolano il colon, migrano nell’intestino tenue, dove la loro crescita diventa eccessiva e anomala. Questa proliferazione batterica provoca fermentazione, producendo gas e metaboliti infiammatori che alterano la digestione ed aumentano la disbiosi. È un circolo vizioso che coinvolge microbiota, motilità intestinale e infiammazione, causando dolore, gonfiore e disturbi gastrointestinali.
Secondo il nutrizionista Febo Quercia, alla base della SIBO ci sono meccanismi di difesa del tenue compromessi. Quando questi sistemi non funzionano correttamente, come nel caso di motilità rallentata o ridotta secrezione di acidi gastrici, i batteri possono salire dall’intestino crasso verso l’intestino tenue. Questo porta a una proliferazione incontrollata di batteri che fermentano eccessivamente zuccheri e fibre, generando gas che causano il gonfiore e il dolore.

Chi è a maggior rischio di SIBO?
Se nonostante i rimedi contro lo stress o il colon irritabile, i sintomi continuano a persistere, in tal caso potrebbe trattarsi della SIBO. Le persone più esposte alla SIBO sono quelle con motilità intestinale compromessa, come chi soffre di diabete, ipotiroidismo o malattie del tessuto connettivo. Inoltre, l’uso di farmaci che riducono l’acidità gastrica, come gli inibitori di pompa protonica, o l’assunzione frequente di antibiotici può favorire lo sviluppo della stessa. Anche le persone che hanno subito interventi chirurgici all’intestino o che soffrono di patologie come il colon irritabile sono più vulnerabili. Lo stress cronico e una dieta sbagliata, ricca di cibi ultra-processati, aumentano ulteriormente il rischio. Le cause della SIBO sono complesse e spesso si sovrappongono a condizioni preesistenti, rendendo difficile individuare una causa specifica.
Come riconoscerela
I sintomi più comuni della SIBO sono il gonfiore dopo i pasti, il meteorismo, il dolore addominale, la diarrea o la stipsi. Se questi sintomi peggiorano dopo l’assunzione di zuccheri e carboidrati fermentabili, la SIBO potrebbe essere la causa. Tuttavia, non basta un semplice sintomo per fare una diagnosi, perché molte di queste manifestazioni possono essere comuni anche ad altre condizioni gastrointestinali.
Per diagnosticare la SIBO, il test più utilizzato è il breath test, che misura la presenza di gas come idrogeno, metano e idrogeno solforato nell’aria espirata dopo l’assunzione di zuccheri come il lattulosio o il glucosio. Se i gas aumentano rapidamente, è un indicatore di fermentazione anomala nell’intestino tenue. Sebbene non sia infallibile, il breath test è un metodo non invasivo e pratico per avere una diagnosi preliminare.
Come Trattare la SIBO?
Il trattamento della SIBO non riguarda solo la riduzione dei carboidrati, ma una diminuzione mirata della fermentazione patologica. Questo si ottiene attraverso diete specifiche, come la dieta low-FODMAP, la SIBO Specific Diet o la dieta a specifici carboidrati, che limitano gli alimenti che peggiorano i sintomi senza compromettere la varietà del microbiota intestinale.

L’obiettivo iniziale è ridurre gli zuccheri semplici, i polioli e gli alimenti ricchi di fibre che causano fermentazione, come legumi, cereali integrali e alcune verdure. Non si tratta però di eliminare completamente questi alimenti, ma di modulare l’introduzione per evitare il gonfiore e il dolore. Successivamente, con il miglioramento dei sintomi, si può reintrodurre gradualmente una dieta più variata.
Dieta e stile di vita
Un altro aspetto fondamentale per gestire la SIBO è la motilità intestinale. Pasti regolari e ben distribuiti durante la giornata favoriscono il corretto funzionamento del complesso motorio migrante, che è il processo che spinge i residui e i batteri verso il colon. Al contrario, pasti troppo ravvicinati o abbondanti ostacolano questa funzione.

Anche l’assunzione di liquidi e fibre calibrate è essenziale per il transito intestinale. Una dieta equilibrata, che includa alimenti freschi, grassi insaturi e proteine di qualità, riduce l’infiammazione di basso grado, prevenendo il gonfiore e il dolore. Inoltre, è importante limitare gli alimenti che causano eccessiva fermentazione e prestare attenzione alla masticazione lenta, evitando bibite gassate e chewing gum, che aumentano il gas intestinale.
Se diagnosticata correttamente, la SIBO può essere trattata efficacemente. Non basta cambiare dieta o eliminare alimenti specifici: l’approccio deve essere personalizzato, integrato con terapie mediche e monitorato nel tempo. Se soffri di gonfiore addominale ricorrente, dolore o disturbi gastrointestinali, potrebbe essere il momento di considerare la SIBO come una possibile causa. Con la giusta attenzione, è possibile ridurre significativamente i sintomi e ripristinare un intestino sano e resiliente.
Fonte: https://www.today.it/benessere/alimentazione/addome-gonfio-potrebbe-essere-sibo.html






