Esiste un’immagine piuttosto diffusa di ciò che deve essere uno smartphone fatta di uno schermo luminoso, con colori intensi, alta frequenza di aggiornamento e una batteria che non arriva a fine giornata; questa è talmente comune che praticamente tutta l’industria ha gareggiato proprio su queste stesse variabili in termini di avanzamenti tecnici.
Una novità che però stupisce è che sempre più produttori stiano puntando esattamente sulla direzione opposta, recuperando la tecnologia a inchiostro elettronico e portandola in territori dove nessuno l’aveva mai vista prima.
Che cos’è l’inchiostro elettronico e perché torna proprio ora?
La tecnologia a inchiostro elettronico (anche nota con il nome e-ink) è con noi da decenni, anche se la sua presenza si è concentrata soprattutto sui lettori di libri digitali come Kindle o Kobo. Il suo principio di funzionamento è semplice ma brillante: lo schermo lavora manipolando microcapsule con particelle a carica elettrica che si riorganizzano per formare testo e immagini; il vantaggio più evidente di questo tipo di soluzione è che, una volta formata l’immagine, lo schermo consuma energia solo quando c’è movimento.
Per molto tempo si è pensato che questo tipo di caratteristica bastasse per escludere l’utilizzo di questa tecnologia dagli smartphone: il mondo e-ink è lento, monocromatico e mal si sposa con gli utilizzi principali degli smartphone tra videog o giochi; la tecnologia, però, si è evoluta in modo notevole e i produttori hanno iniziato a vedere nei suoi limiti un vero vantaggio competitivo rispetto all’affaticamento visivo da schermo che colpisce milioni di utenti.
Il mercato ha già qualche modello interessante
Oggi in uno schermo e-ink moderno si può trovare la fluidità necessaria per attività che prima sembravano impensabili, perché poco importa se usi il telefono per i social o per accedere a una piattaforma di iGaming dal browser web. Proprio grazie a questo salto tecnico, l’offerta di smartphone con inchiostro elettronico è cresciuta in modo evidente negli ultimi mesi.
Bigme, con il suo HiBreak Dual, ha presentato un dispositivo a doppio schermo che combina un pannello e-ink a colori da 6,13 pollici sulla parte frontale con un piccolo schermo LCD rotondo sul retro per consultare informazioni di base senza sbloccare il telefono. Lo schermo principale raggiunge i 300 PPI in bianco e nero e utilizza la tecnologia SSS Fast Refresh, fondamentale per ridurre tipico effetto di ghosting che questi pannelli hanno, arrivando a riprodurre 53 fotogrammi al secondo.
TCL, dal canto suo, ha scelto una strada diversa con la sua gamma NXTPAPER. Invece di sostituire lo schermo OLED con uno e-ink, sovrappone entrambe le tecnologie nello stesso dispositivo. Con un pulsante scorrevole, l’utente sceglie quale tipo di pannello usare in base alla situazione; la modalità Max Ink ripulisce l’interfaccia dalle applicazioni non essenziali, silenzia le notifiche e attiva il risparmio energetico, creando quindi un’esperienza utente quasi da modalità di concentrazione orientata alla lettura.
L’innovazione non sembra fermarsi per il momento
Tutto quello che abbiamo detto finora sembra rientrare all’interno del contesto dell’evoluzione logica di una tecnologia, da anni in rincorsa di sé stessa. C’è però una sorpresa che arriva da altrove: un concept di smartphone che combina uno schermo e-ink sul retro con celle solari in perovskite integrate nel dispositivo stesso.
Queste celle sono più sottili ed economiche di quelle in silicio tradizionale e hanno una maggiore capacità di assorbire diverse lunghezze d’onda della luce; questo sistema è sviluppato da un’azienda chiamata SolarEnergy-Reserving ed è è in grado di generare fino a 2 watt di potenza, funzionando anche in condizioni di illuminazione ridotta.
La parte interessante è che al momento questa potenza non basta per caricare da solo il telefono, ma è sufficiente per estendere l’autonomia in modo continuo mentre il dispositivo è in standby. L’azienda ha anche presentato una cover solare rimovibile che amplia questa capacità, permettendo di caricarla durante il giorno e di trasferire poi quell’energia al telefono quando serve.
Questi dispositivi non sono pensati per tutti, e probabilmente non lo saranno nel breve periodo: la scarsa frequenza di aggiornamento, per le modalità d’uso moderne, resta il principale tallone d’achille; non poter riprodurre correttamente video, videogiochi o le interfacce dinamiche tipiche di una piattaforma di european roulette è per alcuni utenti molto limitante.
Ci sono però sacche di utenza, come chi legge molto, chi ha la vista che si affatica facilmente, chi vuole più autonomia che altro che in questi dispositivi troverà una proposta commerciale che ha enormemente senso.






