Bologna e non solo: quando a vincere la Coppa Italia sono le “piccole”

L’albo d’oro della Coppa Italia è costellato di imprese che sfidano le logiche dei pronostici e delle gerarchie consolidate. Se oggi la competizione appare spesso dominata dai club più blasonati, complice anche un regolamento che tende a favorire il club di maggior prestigio negli ottavi di finale (giocando, ad esempio, la partita secca nello stadio di casa), il passato racconta di trionfi inattesi, capaci di sorprendere tifosi e appassionati. Fin dalla sua prima edizione, nel 1922, la Coppa Italia ha conosciuto un vincitore sorprendente: il Vado, squadra ligure all’epoca lontana dalle luci dei grandi stadi, trovandosi infatti in Promozione, sollevò il trofeo inaugurale con un’impresa rimasta negli annali. Un altro precedente simile è del Napoli nell’edizione del 1962, quando trionfò pur militando in Serie B.

Nel corso dei decenni, altre “piccole” hanno scritto pagine indelebili nella storia del torneo. Il Torino, nonostante il prestigio che avrebbe conquistato negli anni successivi, riuscì a imporsi in una competizione che allora era ancora in fase di consolidamento. In tutto i granata trionfarono in 5 edizioni, ma la più recente risale ad oltre trent’anni or sono (1936, 1943, 1968, 1971 e 1993). La Sampdoria, club genovese capace di alternare stagioni di alta classifica a periodi di media graduatoria, ha dimostrato come la Coppa Italia possa offrire una chance concreta anche a chi non milita stabilmente tra le prime della Serie A. I doriani contano in bacheca 4 titoli, tutti tra i decenni degli Ottanta e Novanta: 1985, 1988, 1989 e 1994.

Parma e Bologna rappresentano ulteriori esempi di squadre capaci di sorprendere. I ducali, in particolare, hanno colto l’opportunità di trionfare negli anni Novanta, periodo in cui la loro rosa contava giocatori di talento ma non certo paragonabili alle superpotenze italiane. I crociati trionfarono nel 1992, 1999 e 2002. Anche il Bologna ha scritto pagine memorabili in più occasioni, dal primo successo nel 1970 fino alla vittoria nell’edizione 2025, senza dimenticare il 1974.

La Coppa Italia ha anche visto l’Atalanta emergere come protagonista inattesa, soprattutto negli ultimi decenni, quando la squadra bergamasca ha dimostrato una capacità sorprendente di sfidare club più quotati in gare ad eliminazione diretta. L’unico trionfo nerazzurro risale al lontano 1963, ma è evidente la progressione negli ultimi anni con le finali conquistate nel 2019, 2021 e 2024. Genoa e Venezia, seppur con fortune alterne, hanno collezionato momenti di gloria che testimoniano come la competizione nazionale riservi spazio a imprese di rara intensità. Il Grifone ha sollevato la coppa nel 1937 mentre i lagunari nel 1941. Anche il Vicenza, con il suo storico trionfo negli anni Novanta (nello specifico nel 1997), conferma questa tendenza: non sempre la classifica di campionato corrisponde alla reale possibilità di sollevare la Coppa.

Oggi il calcio è molto più frenetico di una volta e i ritmi incessanti impongono ai club di ingaggiare un nutrito numero di giocatori, motivo per il quale sono le solite big a godere di maggiori chance di eccellere nelle competizioni secondarie. Considerando anche i possibili intrecci nel tabellone ad eliminazione diretta, quest’anno i tifosi, i giornalisti e le quote riguardanti la Coppa Italia individuano soprattutto in Inter, Juventus e Napoli le principali candidate alla vittoria del trofeo, anche in virtù di quanto espresso finora in campionato. Eppure, la memoria storica invita a non sottovalutare possibili sorprese, perché la Coppa Italia ha sempre riservato momenti inaspettati che hanno ribaltato ogni previsione.

Il fascino della competizione risiede anche nella sua formula ad eliminazione diretta, capace di regalare tensione e pathos in ogni turno. Il confronto tra squadre di diversa caratura tecnica diventa così terreno fertile per exploit straordinari. Non è raro, infatti, che formazioni considerate outsider trovino la forza di imporsi grazie a una partita perfetta, una strategia azzeccata o semplicemente una giornata di grazia dei propri interpreti.

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