Dadi e pedine battono le app: la scienza conferma ciò che i NERD sapevano già

Dietro a una semplice plancia colorata, qualche pedina e perché no dei dadi colorati di ultima generazione, si nasconde molto più di un passatempo. Alcuni giochi, apparentemente innocui, riescono a stimolare abilità fondamentali per la crescita dei bambini, influenzando il loro rapporto con i numeri fin dai primi anni.

I giochi da tavolo battono le app: lo studio dell’Università dell’Oregon

I ricercatori dell’HEDCO Institute for Evidence-Based Educational Practices hanno analizzato il legame tra giochi da tavolo numerici e competenze matematiche in età prescolare e scolare. Il risultato è un dato preciso: questi giochi hanno il 76% di probabilità di migliorare la capacità di comprendere e usare i numeri in modo efficace.

Parliamo di riconoscimento delle cifre, conteggio, comprensione delle quantità: tutte abilità che, se deboli in partenza, creano difficoltà negli anni successivi. E ve lo dice uno che soffre da sempre di problemi di discalculia.

Jena Nelson, del Center for Teaching and Learning dell’ateneo americano, ha sottolineato un aspetto spesso sottovalutato: non servono tecnologie elaborate né materiali costosi. Una plancia, qualche pedina, un dado. Strumenti semplici, economici e accessibili che ottengono risultati misurabili. Insomma, qualcosa che già esiste da tempo e che alcuni hanno riproposto in chiave ancora più accattivante.

pedine umane di soldatini sul tabellone di risiko

Tra le tipologie più efficaci emergono i giochi con percorsi lineari numerati, dove le pedine avanzano lungo una sequenza. Questa struttura aiuta i bambini a visualizzare l’ordine dei numeri e il concetto di progressione quantitativa. Bastano sessioni da dieci minuti per osservare benefici che si mantengono nel tempo…un dettaglio che sposta l’attenzione dalla durata alla qualità dell’esperienza.

I ricercatori hanno anche esplorato applicazioni per bambini con disabilità. Dopo aver analizzato centinaia di giochi disponibili online, hanno selezionato quelli supportati da evidenze solide, con l’obiettivo di progettare strumenti educativi personalizzati basati sugli elementi più efficaci.

Il meccanismo che rende questi giochi potenti è quasi invisibile: l’apprendimento avviene attraverso il divertimento, senza che il bambino percepisca lo sforzo cognitivo. Il cervello lavora, le competenze si consolidano, ma l’esperienza resta quella di un gioco.

Il messaggio che si vuol mandare agli insegnanti e alle famiglie chiaro: prima di investire in app e dispositivi digitali, vale la pena riscoprire cosa può fare un semplice tabellone con i numeri stampati sopra.

Gianluca Cobucci

La sua vita è cambiata quando ha letto una frase di William Edwards Deming: "Senza dati sei solo un'altra persona con un'opinione". Da quel momento ha iniziato a leggere e approfondire perché ha fame di conoscenza. Sa a memoria "Il Silmarillion" e cerca di diventare uno Jedi.
Pulsante per tornare all'inizio