Esiste un luogo dove i gatti regnano sovrani, dove le fusa riempiono l’aria e i miagolii sono la colonna sonora della vita quotidiana: le isole dei gatti del Giappone, un fenomeno tanto affascinante quanto bizzarro che attira visitatori da ogni angolo del globo. Sparse come gemme nel mare, che circonda l’arcipelago giapponese, queste isole ospitano popolazioni feline che spesso superano di gran lunga il numero degli abitanti umani. L’insieme di queste isole comprende: Enoshima (Kanagawa), Okishima (Shiga), Sanagishima (Kagawa), Aoshima (Ehime), Muzukijima (Ehime), Manabeshima (Okayama), Iwaishima (Yamaguchi), Aijima (Fukuoka), Aishima (Fukuoka), Genkaishima (Fukuoka), Kadarashima (Saga).
Le Cat Islands (isole dei gatti) piú note ed accessibili
Tra le molte isole dei gatti, ne troviamo alcune che sono maggiormente amate dai turisti. Aoshima, raggiungibile tramite traghetto dal porto di Nagahama, con i suoi 15 residenti e innumerevoli gatti, è forse l’esempio più eclatante più famoso di questo fenomeno, con una popolazione felina che supera di gran lunga quella umana. Qui, i gatti vagano liberi tra le case abbandonate e i vicoli pittoreschi, accolti e nutriti dai pochi abitanti rimasti. I turisti arrivano a frotte, desiderosi di immortalare la scena surreale di un’isola sovrabbondante di felini.
Enoshima, un’oasi felina facilmente accessibile da Tokyo, con un breve tragitto in treno e un pittoresco ponte pedonale, offre un’esperienza simile, con i suoi sentieri che si snodano tra antichi santuari e spiagge assolate, popolate tanto da turisti quanto da felini. Qui, i gatti si godono la vita all’aria aperta, sonnecchiando al sole e giocando tra le rocce.

Non tutte le isole dei gatti si trovano in mare. Okishima, isola lacustre, situata nel mezzo del lago Biwa, il più grande lago del Giappone, ospita una piccola comunità di pescatori e una numerosa popolazione felina. I gatti vivono in armonia con gli abitanti e sono liberi di vagare senza il pericolo delle auto, poiché con appena 350 residenti, le biciclette sono il principale mezzo di trasporto sull’isola.
Nel mare interno di Seto, punteggiato da isole e villaggi di pescatori, si trova Sanagishima, un’altra isola felice per i gatti. Qui, i felini si godono il clima mite e la vita tranquilla, tra le barche dei pescatori e le case colorate.
Dal Giappone all’Italia: un angolo di paradiso felino anche a Venezia
Una situazione analoga a quella delle cat islands la ritroviamo anche a Venezia, sebbene in minor misura. Qui i gatti con il loro fascino misterioso e la loro andatura elegante, sono diventati un’icona della città lagunare. Questi felini, che si aggirano tra calli e campielli, hanno ispirato fotografi e scrittori, dando vita a opere che celebrano la loro presenza unica e indisturbata. Dai libri fotografici di Marianna Zampieri, che catturano la loro essenza in scatti in bianco e nero, alle storie per bambini di Ilaria Ferramosca e Letizia Rizzo, che raccontano le avventure di Calleo tra i gatti veneziani, fino alle illustrazioni di Giancarlo De Petris, che narrano le vicende di Bilù, il gatto innamorato dei ponti, questi felini sono diventati protagonisti di racconti che ne esaltano il legame indissolubile con la città.
La figura del gatto nella cultura giapponese
In Giappone, il gatto non è solo un animale domestico, ma una figura avvolta da un alone di mistero e venerazione. Fin dall’antichità, i gatti sono stati associati a poteri soprannaturali e portafortuna ed hanno un ruolo importante nel folclore giapponese.
Tra le molte leggende troviamo Il “bakeneko”, un gatto mutaforma che può assumere sembianze umane, o ancora il “nekomata”, un gatto con la coda biforcuta che può controllare i morti.
Noto a tutti oggi é il “maneki-neko”, la statuetta del gatto che saluta con la zampa alzata, un simbolo onnipresente nei negozi e nelle case, considerato un amuleto che attira prosperità e successo. Del Maneki-neko esistono diverse varianti , con colori e posizioni della zampa che assumono significati diversi.

Per capire l’importanza e la considerazione della figura del gatto in Giappone, basta recarsi nei diffusissimi “neko café”, bar in cui i felini sono i veri padroni di casa e dove girano autonomamente interagendo con i clienti.
Nelle isole dei gatti, questo legame speciale tra uomo e felino si manifesta in tutta la sua pienezza. I gatti vagano liberi, accolti e nutriti dagli abitanti, che li considerano parte integrante della comunità.
Un’attrazione turistica indimenticabile
La fama delle isole dei gatti si è diffusa rapidamente, grazie anche ai social media, trasformandole in un’attrazione turistica unica nel suo genere. I turisti, arrivano a frotte armati di macchine fotografiche e croccantini, desiderosi di immortalare la scena surreale di un’isola dominata dai felini.Tuttavia, è importante ricordare che questi luoghi sono prima di tutto la casa di persone ed animali. Un comportamento rispettoso e responsabile è fondamentale per preservare l’equilibrio delicato di questi ecosistemi unici.

Visitare un’isola dei gatti è un’esperienza che lascia il segno. L’atmosfera rilassata, la bellezza dei paesaggi e, naturalmente, la presenza dei felini, creano un’atmosfera magica e indimenticabile; un tuffo in un mondo dove natura e cultura si fondono lentamente.
Fonte: https://allabout-japan.com/en/article/3882/