Quante volte, presi dalla storia d’amore dell’anime o del drama di turno, ci siamo trovati quasi ad inveire contro i personaggi. Dichiarazioni che arrivano troppo tardi oppure buttate quasi all’improvviso, risposte confuse e situazioni difficili. Eppure tutti abbiamo notato nei prodotti giapponesi un pattern nelle scelte dei protagonisti, una serie di azioni che si ripetono costanti. E preciso come un orologio, in ogni serie arriva lui: l’episodio di San Valentino.
La giri choco di San Valentino
Così come in tutto il resto del mondo, anche in Giappone San Valentino è un momento importante per gli innamorati: le coppie escono insieme e chi ancora non si è dichiarato prende la palla al balzo. La differenza sta nella sottile strategia usata dai giovani giapponesi in questo giorno. Partiamo con ordine: la cioccolata. La tradizione vuole che il 14 febbraio siano le ragazze a regalare la cioccolata alla persona amata. Questa cioccolata prende anche un nome particolare: 義理チョコ, giri choco, ovvero “cioccolata obbligatoria”.

Si tratta questa in realtà di una tradizione che sta lentamente andando a scomparire, anche perché estremamente vincolata alla visione di una coppia formata da un uomo e una donna. Tuttavia, la sua risonanza nei media è ancora molto forte, soprattutto nei prodotti incasellati nel genere shoujo. Ne troviamo un esempio in drama come Itazurana Kiss, dove si presenta la classica situazione di una ragazza che prepara la cioccolata di San Valentino per il suo amato. Vi sono anche esempi in cui la protagonista regala cioccolata ad amiche e amici, come succede in Fruit Basket, sdoganando quindi in parte questa tradizione.
E dopo aver consegnato la cioccolata? Solitamente, ci si mette l’animo in pace perché ci sarà da aspettare almeno un mese. Il White Day, giorno in cui un ragazzo può contraccambiare regalando cioccolata alla ragazza, cade il 14 marzo. Questi scambi di regali però non sono vincolanti, non danno inizio ad una frequentazione o relazione. In sostanza, è inutile stupirsi ogni volta che dopo l’episodio di San Valentino la coppia del nostro anime o drama preferito non combini nulla! Ma quindi, com’è che effettivamente ci si mette insieme?
La sottile arte della dichiarazione
Nessuna relazione può partire senza la 告白, kokuhaku, la confessione dei propri sentimenti. Quante volte davanti allo schermo abbiamo trattenuto il fiato davanti alla scena della confessione, così lontana dalle nostre abitudini occidentali. L’uno davanti all’altro, i due protagonisti si guardano e poi improvvisamente – solitamente la ragazza – parte quasi urlando con la frase “あなたのことが好きです”, anata no koto suki desu. In poche parole: “mi piaci”. E dopo parte un inchino seguito da “付き合ってください”, tsukiatte kudasai, ovvero “per favore, esci con me”.
E dopo questa dichiarazione, non resta che aspettare la risposta. Può essere negativa o positiva, ci troveremo a gioire davanti allo schermo o a inveire perché la nostra coppia preferita è svanita come una bolla di sapone.

Ultimamente, così come succede nel resto del mondo, ha preso piede anche l’abitudine di dichiararsi tramite messaggio. Per alcuni è decisamente più tranquillo aspettare una risposta tra le mura di casa, ma ci sono blog giapponesi come “Love Hacks” che consigliano ancora fortemente la dichiarazione dal vivo.
Ma quando bisogna dichiararsi? Se state pensando che il momento giusto sia quando ve la sentite, vi sbagliate. In Giappone esiste una regola anche per questo: 3回以上のデート, san-kai ijō no dēto, dopo tre appuntamenti… o anche più! Ed ecco spiegato perché i primi appuntamenti dei drama e degli anime non sembrano mai portare da nessuna parte. Quindi San Valentino non presuppone per forza una dichiarazione, questa può arrivare ben più tardi!
Certo, il metodo perfetto non esiste, ma una cosa è certa: per chi è indeciso, avere un set di regole può aiutare tanto. Dall’altra parte, le amanti del genere shoujo non ne avranno mai abbastanza di equivoci, deeto e barentain-day per i quali palpitare nelle loro serie preferite!
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