Quando si parla di riscaldamento globale, il pensiero corre subito ai ghiacciai che si sciolgono, agli eventi meteorologici estremi o all’innalzamento del livello dei mari. Eppure esiste un’altra conseguenza, molto meno visibile ma potenzialmente altrettanto importante, che si sta sviluppando proprio sotto la superficie terrestre. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Vienna ha scoperto che l’aumento della temperatura del suolo potrebbe accelerare la diffusione dei geni responsabili della resistenza agli antibiotici tra i batteri. In altre parole, il cambiamento climatico potrebbe contribuire alla formazione di veri e propri “super batteri”, capaci di resistere sempre meglio ai farmaci che oggi utilizziamo per combattere le infezioni.
Uno studio durato oltre quindici anni in Islanda
La ricerca è stata condotta in una prateria subartica dell’Islanda, un luogo particolare dove il terreno viene riscaldato naturalmente dall’attività geotermica. Questo ambiente ha permesso agli scienziati di osservare cosa accade ai microrganismi quando il suolo rimane esposto a temperature elevate per lunghi periodi.

Dopo oltre quindici anni di monitoraggio, i risultati sono stati sorprendenti. I batteri non si limitano ad adattarsi al caldo, ma sembrano diventare più efficienti nello scambiarsi informazioni genetiche, comprese quelle che conferiscono resistenza agli antibiotici. Si tratta di un fenomeno noto come trasferimento genico orizzontale, una sorta di “passaggio di istruzioni” tra batteri che permette loro di acquisire rapidamente nuove capacità senza dover attendere l’evoluzione naturale.
Come il caldo rende i batteri più resistenti
La parte più interessante dello studio riguarda proprio questo meccanismo di condivisione genetica. Più il terreno si riscalda, maggiore diventa la frequenza con cui questi microrganismi si scambiano frammenti di DNA contenenti geni di resistenza.

È come se il sottosuolo si trasformasse in un gigantesco laboratorio naturale, dove milioni di batteri collaborano inconsapevolmente per aumentare le proprie possibilità di sopravvivenza. Il risultato è un progressivo accumulo di geni che potrebbero rendere alcuni microrganismi sempre più difficili da eliminare con gli antibiotici oggi disponibili.
Perché questa scoperta preoccupa gli scienziati
La resistenza agli antibiotici rappresenta già una delle principali sfide della medicina moderna. Fino a oggi il fenomeno è stato collegato soprattutto all’uso eccessivo di antibiotici negli ospedali, negli allevamenti e in ambito agricolo. Lo studio suggerisce però che anche il cambiamento climatico possa avere un ruolo importante. Se il suolo diventa un grande serbatoio di geni della resistenza, questi potrebbero in futuro raggiungere falde acquifere, coltivazioni e catene alimentari, aumentando le occasioni di contatto con batteri potenzialmente pericolosi per l’uomo. Gli autori precisano che non significa assistere nell’immediato alla nascita di nuovi superbatteri patogeni, ma indica un cambiamento dell’ecosistema microbico che merita grande attenzione.

Un rischio invisibile che cambia il modo di osservare il clima
Questa ricerca mostra quanto il cambiamento climatico possa influenzare aspetti della natura che spesso passano inosservati. Sotto i nostri piedi esiste un mondo microscopico fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi, e modificare le sue condizioni significa alterare dinamiche biologiche che potrebbero avere conseguenze anche sulla salute umana. La scoperta apre nuove prospettive di ricerca e ricorda che gli effetti del riscaldamento globale non riguardano soltanto ciò che possiamo vedere in superficie.
Fonte: https://tech.everyeye.it/notizie/riscaldamento-globale-crea-super-batteri-allarme-arriva-sottosuolo-875943.html






