L’idea di essere padroni delle proprie scelte è rassicurante, ma non è così scontata. John Nash, il matematico che ha vinto il Premio Nobel per l’economia, ha passato decenni a dimostrare che dietro ogni decisione si nasconde una logica precisa, quasi invisibile, che muove individui, aziende e persino intere nazioni. Questa logica prende il nome di “teoria dei giochi” e, una volta che la si conosce, ogni “scelta libera” comincia ad assumere un colore diverso, più inquietante ma anche più affascinante.
Teoria dei giochi: come John Nash ha cambiato il modo di capire le scelte umane
John Nash non era interessato solo ai numeri: il suo obiettivo era capire il comportamento umano. La sua intuizione più potente fu quella di mostrare che gli individui non decidono mai in un vuoto isolato, ma sempre in relazione a ciò che gli altri potrebbero fare.
Il cuore della sua scoperta è il concetto di equilibrio: una situazione in cui nessun individuo ha interesse a cambiare la propria strategia, perché ogni mossa alternativa lo porterebbe a un risultato peggiore. È come se le persone, senza saperlo, finissero intrappolate in una rete invisibile di calcoli reciproci, che guida le loro decisioni molto più di quanto vogliano ammettere.
Un esempio classico è il dilemma del prigioniero: due complici arrestati devono decidere se confessare o restare in silenzio. La scelta migliore per entrambi sarebbe non tradirsi, ma la paura che l’altro parli spinge spesso ciascuno a confessare. Il risultato? Entrambi finiscono peggio.
Quello che fa tremare è la conseguenza implicita: se le scelte sono guidate da queste dinamiche, quanto siamo davvero liberi?
Nash mostrò che, in molti casi, l’“individuo razionale” non agisce per ottenere il massimo per sé, ma per ottenere il massimo possibile considerando anche le mosse degli altri. Questo significa che ogni decisione è, in realtà, una risposta a un sistema di pressioni invisibili.
Il punto chiave, anche un pizzico inquietante, è che si può avere l’illusione di scegliere, mentre in realtà si sta seguendo un copione già scritto dalle interazioni sociali. Quando compri qualcosa, quando decidi se fidarti di qualcuno, persino quando scegli una parola in una discussione, dietro c’è un gioco di strategie che ti incastra in un equilibrio preciso.
La cosa davvero interessante è che questa teoria trova applicazione in tantissimi ambiti anche non umani: persino gli animali, senza calcoli coscienti, si muovono secondo schemi riconducibili a questa teoria, come dimostrano le strategie di cooperazione e competizione osservate in natura.






