Van Helsing: da vecchio professore a icona pop del cinema gotico

La nascita letteraria del vampiro moderno 

I focolai di vampirismo che avevano terrorizzato l’Europa orientale si spensero intorno alla metà del XVIII secolo, ma le cronache dell’epoca fecero molto più che svanire nel nulla. Tra salotti aristocratici e pagine di giornale, quelle storie di morti inquieti iniziarono a circolare, stimolando l’immaginazione di filosofi, scienziati e letterati. Il vampiro smise presto di essere solo una creatura del folklore per trasformarsi in un’ossessione culturale, simbolo perfetto di quell’eterno conflitto tra vita e morte che continua a inquietare l’animo umano.

Il vampiro di Polidori.

Il primo vero vampiro della letteratura moderna appare nel 1816, quando John William Polidori scrive Il vampiro, pubblicato qualche anno dopo. Polidori non era uno scrittore qualunque, ma il medico e segretario personale di Lord Byron, con cui soggiornava a Villa Diodati, lo stesso luogo che vide nascere anche il Frankenstein di Mary Shelley. Prima ancora del celebre Dracula di Bram Stoker, la figura del non-morto aveva già trovato una forma narrativa potente, elegante e disturbante, pronta a lasciare il segno.

Dracula e la nascita di Van Helsing

Con Dracula del 1897, Bram Stoker consacra definitivamente il vampiro all’immortalità artistica. Ma accanto al Conte, emerge una figura altrettanto fondamentale: Abraham Van Helsing. Nel romanzo originale non è un eroe muscolare, bensì un anziano professore, apparentemente innocuo, in realtà profondo conoscitore di arti occulte, scienza e mesmerismo. La sua forza non risiede nei pugni, ma nella conoscenza. È la mente contro la brutalità, l’astuzia contro l’istinto predatorio. Bullo contro nerd, molto prima che diventasse di moda.

Van Helsing sul grande schermo 

Il cinema ha rielaborato più volte il personaggio di Van Helsing, con risultati alterni. Tra le interpretazioni più fedeli allo spirito stokeriano spicca quella del Dracula di Francis Ford Coppola del 1992, dove il professore mantiene quell’aura enigmatica e sapiente che lo rende una presenza quasi mistica. Persino Mel Brooks, con Dracula – Morto e contento, riesce a trattare il personaggio con ironia senza snaturarlo, dimostrando che si può fare parodia rispettando il mito.

Copertina del film di Sommers del 2004.

Nel 2004 Stephen Sommers decide di ribaltare completamente le carte e dedica un intero film a Van Helsing. Addio al vecchio professore: al suo posto arriva Hugh Jackman, bello, cazzuto e armato fino ai denti. Il nuovo Van Helsing si chiama Gabriel, combatte a colpi di lame rotanti e gadget futuristici e affronta non solo Dracula, ma anche le sue sensualissime mogli, l’Uomo Lupo, il dottor Jekyll e persino il mostro di Frankenstein. Il microcosmo stokeriano esplode in un circo gotico-action che punta più sull’adrenalina che sull’introspezione. Il film doveva essere l’inizio di un franchise, ma recensioni tiepide e incassi inferiori alle aspettative portarono all’abbandono dei piani per i sequel pochi giorni dopo l’uscita. 

Un personaggio in continua metamorfosi

In sintesi, nel corso dei decenni, Van Helsing è passato da studioso occultista a eroe action, da mentore saggio ad accessorio narrativo. Ogni epoca ha proiettato su di lui le proprie ossessioni e il proprio modo di intendere l’eroismo. La domanda resta aperta: il progresso cinematografico ha arricchito il personaggio o ne ha semplicemente contaminato la leggenda? Forse la verità sta nel mezzo, perché Van Helsing, proprio come i mostri che combatte, sembra destinato a non morire mai.

Fonte: https://cinema.everyeye.it/notizie/van-helsing-conoscete-segreti-film-hugh-jackman-kate-beckinsale-475246.html

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