Perché ci si addormenta sul divano e ci si sveglia a letto?

Il paradosso del sonno serale

A quanti di noi è capitato di crollare davanti alla televisione e poi di ritrovarsi con gli occhi sgranati appena toccato il cuscino? Questo fenomeno fastidioso non è affatto un dispetto della nostra mente, ma possiede precise spiegazioni biologiche e comportamentali. Capire perché ci si addormenta sul divano e ci si sveglia a letto è il primo passo per scardinare un circolo vizioso che rovina il riposo di migliaia di persone ogni notte.

Il consumo inconsapevole dell’antipasto

Il primo fattore decisivo riguarda la cosiddetta pressione omeostatica del sonno, ovvero quella spinta biologica che cresce progressivamente durante le ore di veglia quotidiana. Quando ci rilassiamo sul divano a fine giornata, spesso sperimentiamo dei micro-sonni di pochi minuti senza nemmeno rendercene conto. Questi brevi episodi consumano una quota significativa di quella pressione accumulata, funzionando come un vero e proprio antipasto che toglie la fame di sonno successiva. Di conseguenza, quando decidiamo di andare in camera, la spinta naturale verso il riposo è temporaneamente azzerata.

Lo shock del trasloco domestico

A interrompere bruscamente il torpore interviene poi il brusco passaggio fisico dal salotto alla camera da letto. Per spostarsi occorre compiere una serie di azioni meccaniche: alzarsi, camminare, accendere le luci del bagno, lavarsi i denti e fare mente locale sugli impegni del giorno dopo. Questo dinamismo motorio, unito alla stimolazione luminosa dei bulbi oculari, riattiva i sistemi di allerta del cervello alzando i livelli di vigilanza e cancellando lo stato di rilassamento.

L’ansia da prestazione sotto le coperte

C’è inoltre una componente psicologica determinante legata alle aspettative personali. Sul divano non pretendiamo nulla, l’assopimento arriva in modo spontaneo mentre l’attenzione è catturata da un programma televisivo o da una lettura leggera. Al contrario, una volta a letto, investiamo il sonno di un compito rigido e immediato, costringendoci ad addormentarci in tempi rapidi. L’atto stesso di controllare continuamente l’orologio e calcolare le ore residue prima della sveglia genera un’ansia da prestazione notturna che allontana definitivamente il rilassamento mentale.

L’importanza del controllo dello stimolo

A lungo andare, se il letto si trasforma nel teatro di lunghe veglie frustrate o di attività diurne come lavorare e guardare lo smartphone, il cervello crea un’associazione negativa. Per invertire la tendenza, gli esperti di medicina del sonno consigliano di applicare la tecnica del controllo dello stimolo. Bisogna andare a letto soltanto quando si avverte una reale sonnolenza. Se entro venti minuti non si prende sonno, la strategia migliore consiste nell’alzarsi, spostarsi in una stanza poco illuminata e dedicarsi ad attività rilassanti finché gli occhi non ricominciano a chiudersi spontaneamente.

Fonte: https://www.mondosanita.it/news/salute/109642/sul-divano-crollo-a-letto-resuscito.html

Giuls

"Hai visto che occhi? E' malata. Malata di sogni." Cit. Charles Bukowski. Ebbene si sono un' anima curiosa, in cerca di mondi nuovi e prospettive inedite. Viaggio a piedi scalzi, allenando apertura mentale e creatività, esplorando gli ambiti più disparati. Giuls ;)
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