Perché si dice “dare il là”?  

“Chi ha dato il là a questa iniziativa?”, “È stato lui a dare il là alla discussione”. Sono frasi che sentiamo spesso e che utilizziamo quasi senza pensarci. L’espressione “dare il là” è entrata nel linguaggio comune per indicare l’inizio di qualcosa, il momento in cui un’azione prende finalmente il via. Eppure, intorno a queste tre semplici parole è nata una delle bufale storiche più diffuse degli ultimi anni. Secondo una storia circolata soprattutto sui social, l’origine dell’espressione avrebbe addirittura a che fare con Giuseppe Verdi e con un presunto divieto imposto dal regime nazista.

Picture of Giuseppe Verdi.

Ferdinand Mulnier

La vera origine arriva dalla musica

Per capire da dove nasce davvero il modo di dire, bisogna entrare nel mondo della musica. Prima di un concerto, gli strumenti devono essere accordati affinché suonino perfettamente insieme. Da secoli il punto di riferimento è la nota “la”, che viene emessa da uno strumento campione, oggi quasi sempre un diapason o l’oboe nelle orchestre sinfoniche. Tutti gli altri musicisti regolano il proprio strumento partendo proprio da quella nota.

Da qui nasce l’espressione “dare il là”. Chi produce quella nota iniziale permette all’intera orchestra di iniziare il proprio lavoro nelle condizioni corrette. Col passare del tempo il significato si è esteso ben oltre l’ambito musicale, diventando una metafora perfetta per indicare chi dà avvio a un progetto, a una conversazione o a qualsiasi evento.

La bufala del “La” vietato dai nazisti 

La bizzarra teoria secondo cui il regime nazista avrebbe vietato l’utilizzo della nota “La” perché richiamava il nome di Giuseppe Verdi è una totale fake news diventata virale sui social network, ma priva di qualsiasi fondamento storico. Al contrario di quanto narrato dalla leggenda metropolitana, le opere del celebre compositore italiano erano tra le più riprodotte nei teatri del Terzo Reich, poiché Joseph Goebbels ne apprezzava profondamente lo spirito popolare. L’intera vicenda nasce in realtà dalla distorsione della conferenza internazionale di Londra del maggio 1939, durante la quale i delegati europei fissarono lo standard di accordatura per le trasmissioni radiofoniche e l’industria discografica a 440 Hz. La delegazione tedesca sostenne questa frequenza solo perché era già la norma industriale più diffusa, ma da quel momento i teorici del complotto iniziarono a diffondere la falsa credenza che i nazisti avessero imposto i 440 Hz per manipolare la mente delle masse.

Il legame tra Giuseppe Verdi e la manipolazione delle frequenze

Il legame reale tra Giuseppe Verdi e le frequenze musicali riguarda invece una vicenda opposta e antecedente, risalente al 1884, anno in cui il maestro italiano scrisse una celebre lettera al governo per chiedere di stabilire per legge il “La scientifico” a 432 Hz. Questa frequenza più bassa era pensata appositamente per proteggere le corde vocali dei cantanti lirici dallo stress causato da accordature orchestrali sempre più acute. 

Perché questa storia non è vera

In sostanza, l’espressione comune “dare il là” deriva esclusivamente dalla secolare pratica orchestrale in cui l’oboe suona la nota di riferimento per permettere a tutti gli altri musicisti di accordare i propri strumenti prima dell’inizio del concerto. Questo modo di dire è attestato infatti molto prima della nascita del nazismo e della Seconda guerra mondiale. Gli studiosi concordano nel ritenere questa vicenda una moderna leggenda metropolitana, priva di qualsiasi riscontro documentale

Fonte: https://www.focus.it/cultura/curiosita/dare-il-la-verdi-bufala-complotto-nazista

Giuls

"Hai visto che occhi? E' malata. Malata di sogni." Cit. Charles Bukowski. Ebbene si sono un' anima curiosa, in cerca di mondi nuovi e prospettive inedite. Viaggio a piedi scalzi, allenando apertura mentale e creatività, esplorando gli ambiti più disparati. Giuls ;)
Pulsante per tornare all'inizio