Appare un drago sul Monte Fuji: che spettacolo mozzafiato!

Sopra il Monte Fuji, a 3.776 metri, alcune nuvole rosso fuoco si sono addensate attorno alla cima formando la sagoma di un drago che sembra emergere dal cratere. Niente CGI, niente trucchi fotografici: quello che hanno ripreso turisti e fotografi è un fenomeno atmosferico reale, amplificato da un meccanismo neurologico che il cervello umano non riesce a spegnere.

Cosa è quel drago di nuvole proprio della cultura Giapponese apparso sul Monte Fuji

Si chiama pareidolia ed è, in sostanza, il motivo per cui siamo riusciti a vedere Super Mario sulla Luna. Non è fantasia sfrenata né suggestione: è una funzione cablata nel sistema visivo. Il cervello è programmato per individuare pattern familiari anche dove non esistono, perché nell’evoluzione umana riconoscere rapidamente una sagoma valeva quanto la vita stessa.

Dal punto di vista neurologico, il processo coinvolge la corteccia fusiforme del lobo temporale, la zona che gestisce il riconoscimento dei volti. Questa area si accende anche di fronte a stimoli ambigui che ne ricordano vagamente la struttura.

Il risultato è che il cervello non aspetta dati completi: anticipa, riempie i vuoti, decide in anticipo cosa sta guardando. Spesso sbaglia, ma in modo visivamente convincente.

Il Monte Fuji è un teatro perfetto per questi effetti. L’altitudine genera correnti d’aria che modellano le nuvole lenticolari (da non confondere con le nubi madreperlacee) attorno alla cima con contorni netti e scultorei.

La luce radente del tramonto accentua i contrasti cromatici e trasforma masse d’aria in figure che sembrano disegnate. Quando si aggiunge la pareidolia, una nuvola infuocata sul cratere non è più una nuvola: è un drago.

Immagini simili vengono fotografate ogni anno da escursionisti e appassionati di meteorologia. Ogni scatto è, di fatto, la prova che il confine tra ciò che esiste e ciò che il cervello decide di vedere è molto più sottile di quanto si pensi.

Gianluca Cobucci

La sua vita è cambiata quando ha letto una frase di William Edwards Deming: "Senza dati sei solo un'altra persona con un'opinione". Da quel momento ha iniziato a leggere e approfondire perché ha fame di conoscenza. Sa a memoria "Il Silmarillion" e cerca di diventare uno Jedi.
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