Una particolarissima foto della Luna sta facendo impazzire il web: c’è chi giura di vedere Mario in una posa decisamente particolare. Tra NASA, missioni spaziali sul nostro primo satellite e immagini modificate, la realtà è molto più interessante di quanto sembri a prima vista. E no, a quanto pare non è un’immagine creata con l’uso dell’intelligenza artificiale.
Mario sta davvero ballando sulla luna o stiamo impazzendo tutti?
Tutto nasce da un’immagine coloratissima del nostro satellite che, a un certo punto, ha iniziato a diventare virale sui social. Molti utenti hanno collegato la foto alla missione Artemis II della NASA, convinti che fosse uno degli scatti più recenti.
E qui arriva il dettaglio curioso: una volta notata la sagoma, diventa praticamente impossibile ignorarla. Come dicono negli USA: once you see it, you can’t unsee it. Sul lato destro dell’immagine, infatti, sembra comparire proprio Mario in una posa che ha fatto discutere parecchio, soprattutto dopo le polemiche sul design del personaggio nel film recente.
Ma la realtà è molto meno “cospirativa” di quanto sembri.
L’immagine non è stata scattata dalla NASA durante Artemis II. In realtà, la famosa foto di Mario sulla Luna risale ad agosto dello scorso anno ed è opera del fotografo ucraino Ildar Ibatullin. Per realizzarla ha utilizzato un’attrezzatura piuttosto specifica: una Sony a7s II, un telescopio GSO 150/750, una montatura Arsenal EQ5 e una lente Barlow 2x.
E no, ovviamente la Luna non appare davvero così colorata a occhio nudo.
I colori intensi sono il risultato di un lavoro in post-produzione con Photoshop, dove la saturazione è stata aumentata per evidenziare la composizione minerale della superficie lunare. Una tecnica che, tra l’altro, non è affatto nuova: anche la NASA utilizza immagini a “falsi colori” da decenni per studiare meglio le differenze tra le varie zone della luna.
Queste immagini vengono create combinando più scatti realizzati con filtri diversi, così da distinguere elementi come gli altopiani lunari e le antiche colate laviche dei cosiddetti mari. E quella che sembra la silhouette del personaggio Nintendo è in realtà il Mare Tranquillitatis, con le tonalità blu che indicano una maggiore presenza di titanio. La zona rossastra che ricorda il retro del cappello? È il Mare Serenitatis, dove i colori più caldi suggeriscono la presenza di ossido di ferro.
Insomma, più che Mario sulla Luna, si tratta di un perfetto esempio di pareidolia: quel fenomeno per cui il cervello umano tende a riconoscere forme familiari anche dove non esistono davvero. Lo stesso meccanismo che fa vedere volti nelle nuvole o figure negli oggetti casuali.






