L’aldilà di Dragon Ball non è mai stato un semplice fondale narrativo: le anime vengono giudicate, punite, purificate, e a volte ottengono una seconda possibilità. È esattamente quello che succede a Kid Buu, la cui anima rinasce nel corpo di un bambino completamente ignaro del proprio passato, ma dotato di una potenza fuori scala. Il compianto Toriyama ha costruito questa meccanica con una certa coerenza interna, e proprio quella coerenza è il punto di partenza della teoria.
Kid Buu è tornato come Ub. Lo sanno tutti. Ma e se non fosse l’unico?
Il parallelo con certe tradizioni filosofiche regge abbastanza bene. Nel mito di Er, raccontato da Platone nel decimo libro della Repubblica, le anime trascorrono mille anni nell’aldilà prima di scegliere una nuova vita e la scelta avviene prima di bere dal fiume Lete, le cui acque cancellano ogni memoria.
Chi beve dimentica tutto: nome, storia, peccati. Gli Orfici andavano nella direzione opposta: i loro testi invitavano gli iniziati a evitare il Lete e a cercare invece la fonte della Memoria, per conservare la saggezza accumulata nei cicli precedenti. Virgilio, nell’Eneide, usa lo stesso fiume per spiegare perché i vivi non ricordano di essere già vissuti e Dante, secoli dopo, riprende l’immagine nel Purgatorio, dove il Lete scorre ai confini del Paradiso terrestre.

Ub non ricorda nulla di Kid Buu. Nemmeno il nome. Ma la forza è rimasta, sepolta sotto una personalità del tutto diversa esattamente come le anime che rinascono senza passato ma non senza natura. In termini platonici, si potrebbe dire che l’essenza sopravvive anche quando la memoria viene cancellata. Dragon Ball, le cui trasformazioni ci hanno sempre affascinato, ovviamente, non lo dice con queste parole, ma la struttura narrativa è quella.
C’è un dettaglio che i fan citano spesso a supporto della teoria: il nome stesso. Ub è l’anagramma di Buu, e Toriyama era noto per questo tipo di giochi linguistici nascosti nei nomi dei personaggi. Non un caso, quindi, ma una firma deliberata: la continuità tra le due esistenze è scritta nel nome stesso del personaggio, anche se il personaggio non lo sa.

Da qui nasce la domanda che circola da anni tra gli appassionati: se Kid Buu ha ottenuto una nuova vita dopo la purificazione, perché Cell o Freezer no? Il canone non lo esclude. Le regole dell’aldilà mostrate nella serie prevedono giudizio e purificazione anche per le anime più corrotte, e il loro destino finale non è necessariamente la cancellazione. Vedi Darbula ad esempio, che nonostante fosse un malvagio sotto il controllo di Babidi, è andato in Paradiso per “punizione”. Più giudizio di quello!
Cell, in particolare, è un organismo costruito per assorbire e trattenere il potenziale genetico altrui: cosa resta di quella natura dopo una purificazione completa? E Freezer, che è già morto e resuscitato più volte nel corso della saga, ha dimostrato una familiarità con l’aldilà che pochi altri personaggi possono vantare.
L’ipotesi ha quel tipo di fascino che funziona proprio perché Dragon Ball non la smentisce. Da qualche parte potrebbe esserci un ragazzino qualunque (che non ha mai sentito nominare Freezer, Cell o Nappa) che custodisce senza saperlo un’energia che Goku conosce molto bene.




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