Perché Hideo Kojima è considerato il regista visionario del mondo videoludico?

Hideo Kojima figura tra i rarissimi game designer il cui nome ha un peso paragonabile a quello di un regista; basta menzionarlo perché tornino alla mente Metal Gear e Death Stranding. La sua reputazione di visionario nasce da un intreccio singolare: un aspirante economista, un desiderio di cinema accantonato e una console Nintendo.

Nato nel 1963, Kojima cresce con una madre che lo incoraggia a divorare fantascienza occidentale e cinema d’autore. In seguito muore il padre e, per via delle difficoltà economiche familiari, finisce per orientarsi verso economia, ben lontano dal film che aveva immaginato. La svolta arriva grazie alla Famicom di Nintendo.

Quando prova il titolo investigativo The Portopia Serial Murder Case, comprende fino a che punto un videogioco possa dire qualcosa. Nel 1985 abbandona gli studi senza informarne la famiglia ed entra in Konami come programmatore e planner per i computer MSX.

locandina death stranding

Il cinema dentro i giochi di Kojima

Il primo elemento è la regia: Kojima trasferisce nel videogioco le tecniche del cinema con estrema precisione. Da Alfred Hitchcock eredita la tensione psicologica, che emerge con chiarezza nella celebre scalata dai tempi dilatati di Metal Gear Solid 3. Francis Ford Coppola gli trasmette invece il respiro corale dei grandi temi, trasformando le storie di spionaggio in drammi familiari centrati sul peso dell’eredità. Da Akira Kurosawa proviene l’attenzione per l’atmosfera. Pioggia e nebbia diventano allora il riflesso dell’emotività dei protagonisti e del passare del tempo.

Nel corso della sua carriera Kojima ha provato a demolire la barriera tra grande schermo e schermo videoludico. Dialoga senza esitazioni con i cliché hollywoodiani e coinvolge star di livello internazionale, come Norman Reedus e Mads Mikkelsen in Death Stranding. Il risultato mostra che i videogiochi possono aspirare alla stessa dignità artistica del cinema d’autore, recitazione inclusa.

Non dimentichiamo poi il suo commento a Joker 2, un capolavoro degli ultimi anni, che a detta sua verrà “compreso tra decenni”. La sua idea è:

Nel processo [del film] che segue, la questione delle sue molteplici [personalità] viene discussa dall’inizio alla fine. Il Joker è Arthur? Il Joker è un’altra personalità (la sua ombra)? Chi è esattamente Arthur? Questa rivelazione alla fine si trasforma in una meta-prospettiva. Nel film precedente, Joker, era davvero Joker ad affascinare il pubblico di tutto il mondo? O era Arthur? Questa domanda viene costantemente sollevata a Lee e persino alla gente di Gotham City all’interno del film. Viviamo in un’epoca di produzione di massa di eroi della “giustizia poetica”, una battaglia tra il bene e il male. Ultimamente sono stati realizzati molti film spin-off con un focus sui cattivi. Anche i cattivi possono essere supereroi? Questa domanda posta sul grande schermo come un film DC, è troppo all’avanguardia? Era il Joker che il pubblico di tutto il mondo amava? Era Arthur? È qui che le recensioni si sono dissociate.

Temi universali e profezie di Metal Gear

Il secondo aspetto riguarda i temi. Ricorre continuamente il corpo umano, fragile e spesso ridotto a strumento di manipolazione o di decadimento. In Metal Gear Solid 4 il protagonista Solid Snake invecchia rapidamente e riflette la stanchezza dell’autore verso una saga lunga e ingombrante, un po’ come un cantante sfinito dal proprio successo più noto. L’altro motivo ricorrente è la famiglia, che attraversa sia le faide ereditarie fra i cloni della serie principale sia l’odissea dei corrieri di Death Stranding in un mondo devastato.

Solid Snake di metar gear solid visibilmente invecchiato

Il terzo tema è il tempismo: già nel 2001, con Metal Gear Solid 2, Kojima aveva anticipato il controllo dell’informazione, la censura algoritmica (un software che decide al posto nostro ciò che possiamo leggere) e la diffusione virale dei meme. Il giocatore viene così chiamato a interrogarsi su identità e libero arbitrio nell’epoca dell’intelligenza artificiale, e l’interattività diventa uno strumento per spingerlo verso una coscienza critica più elevata.

Dopo la rottura burrascosa con Konami nel 2015, Kojima prosegue con la sua Kojima Productions a intrecciare linguaggio cinematografico e meccaniche di gioco avanzate, mantenendo una cifra stilistica immediatamente riconoscibile. Nei progetti già in lavorazione, OD e Physint, sono presenti cast stellari.

Gianluca Cobucci

La sua vita è cambiata quando ha letto una frase di William Edwards Deming: "Senza dati sei solo un'altra persona con un'opinione". Da quel momento ha iniziato a leggere e approfondire perché ha fame di conoscenza. Sa a memoria "Il Silmarillion" e cerca di diventare uno Jedi.
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