5 film d’animazione che meritano di essere riscoperti

Cult dimenticati che vale la pena recuperare

Quando si parla di animazione, il discorso finisce quasi sempre sugli stessi titoli. I grandi classici Disney, i capolavori Pixar, i film dello Studio Ghibli o gli anime più famosi come Akira e Ghost in the Shell. Eppure esiste un intero mondo di opere straordinarie che col tempo sono finite ai margini, schiacciate dal successo dei blockbuster o semplicemente dimenticate dal pubblico.

“The ghost in the shell” di sagesolar è rilasciato sotto licenza CC BY 2.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visita https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/?ref=openverse.

Negli ultimi anni il cinema animato è tornato fortissimo, tra record al botteghino e produzioni sempre più ambiziose, ma proprio questo enorme flusso di novità ha fatto sparire tanti film che avrebbero meritato una seconda vita. Alcuni erano troppo avanti per la loro epoca, altri avevano atmosfere troppo adulte per il pubblico mainstream, altri ancora sono stati distribuiti male fuori dal loro Paese d’origine. Il risultato, però, è sempre lo stesso: autentici gioielli rimasti nascosti. La cosa incredibile è che molti di questi film oggi risultano ancora modernissimi.

The Secret of NIMH è il lato oscuro dell’animazione anni ’80

Prima di diventare un nome di culto per gli appassionati, Don Bluth era uno dei talenti più promettenti della Disney. Quando lasciò lo studio per seguire una visione più personale dell’animazione, realizzò The Secret of NIMH, un film che ancora oggi colpisce per coraggio e atmosfera. A differenza dei classici più rassicuranti dell’epoca, qui tutto è più cupo, più inquietante e persino più emotivo. 

La storia della piccola Mrs. Brisby, pronta a tutto pur di salvare il figlio malato, si trasforma presto in un racconto fantasy oscuro fatto di esperimenti scientifici, magia e creature intelligenti nate in laboratorio. Visivamente il film è ancora impressionante. I fondali ricchissimi di dettagli e l’uso della luce creano un’atmosfera quasi ipnotica, lontanissima dall’animazione più commerciale di quel periodo. È uno di quei casi in cui il tempo non ha tolto nulla al fascino dell’opera.

“secret of nimh” di theNerdPatrol è rilasciato sotto licenza CC BY 2.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visita https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/?ref=openverse.

Wicked City resta uno degli anime più folli mai realizzati

Wicked City é anime dark diretto da Yoshiaki Kawajiri e prodotto da Madhouse. Il film è un concentrato di noir, horror e fantasy urbano che ancora oggi riesce a disturbare e affascinare allo stesso tempo. L’idea di base è semplicissima ma potentissima: umani e demoni convivono in segreto mentre un fragile trattato di pace rischia di crollare da un momento all’altro. In mezzo ci sono agenti speciali, assassini sovrannaturali e una Tokyo notturna sporca, violenta e decadente. La cosa più sorprendente è quanto il film riesca ancora a sembrare moderno. Le atmosfere neo-noir, i colori freddi e il ritmo quasi da thriller poliziesco anticipavano tantissimo dell’estetica cyberpunk che sarebbe esplosa negli anni successivi. Non è un anime per tutti, ma proprio per questo è diventato un cult.

Ninja Scroll ha cambiato il modo di vedere gli anime in Occidente

Molti ricordano Akira come il film che ha aperto le porte degli anime al pubblico occidentale, ma anche Ninja Scroll ha avuto un ruolo enorme in quella rivoluzione culturale. Ambientato nel Giappone feudale, il film segue il ronin Jubei Kibagami in una guerra contro ninja demoniaci dotati di poteri assurdi. La trama è semplice, ma il vero punto di forza è il modo in cui tutto viene messo in scena. Le sequenze d’azione animate a mano sono ancora oggi incredibili per fluidità e dinamismo. Ogni combattimento sembra vivo, sporco e pericoloso. E poi c’è quella capacità tipicamente anni ’90 di mescolare violenza estrema, fantasy e fascino visivo senza alcun compromesso. Molti anime moderni devono tantissimo a questo film, anche se ormai viene citato molto meno di quanto meriterebbe.

Big Fish & Begonia è il fantasy che gli amanti dello Studio Ghibli dovrebbero vedere

Negli ultimi anni il cinema d’animazione cinese ha fatto passi da gigante, ma Big Fish & Begonia resta ancora una delle opere più affascinanti uscite da quella scena. Il paragone con lo Studio Ghibli è inevitabile, soprattutto per l’attenzione alla natura, alla spiritualità e al rapporto tra esseri umani e mondo invisibile. Ma il film riesce comunque ad avere una sua identità fortissima.

“BIG FISH BEGONIA BANNER 2” di Salva_Navarro è concesso in licenza CC BY-SA 2.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visita https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/?ref=openverse.

La storia di Chun, giovane creatura magica pronta a sfidare le regole del suo mondo pur di salvare un ragazzo umano, è una favola malinconica che parla di sacrificio, crescita e senso della vita. Anche sul piano tecnico il lavoro è impressionante. La fusione tra animazione tradizionale e CGI crea immagini spettacolari che sembrano dipinti in movimento. Sapere che il progetto ha richiesto oltre dieci anni di lavorazione rende tutto ancora più incredibile. 

Il pianeta selvaggio è ancora oggi un’esperienza unica

Ci sono film animati che sembrano provenire da un’altra dimensione, e Il pianeta selvaggio è sicuramente uno di quelli. Il cult francese diretto da René Laloux nel 1973 non assomiglia praticamente a nulla di ciò che viene prodotto oggi. L’estetica surrealista di Roland Topor rende ogni scena straniante, quasi psichedelica. I giganteschi Draag blu, gli esseri umani trattati come animali e il mondo alieno di Yagam creano un universo che sembra uscito da un sogno inquietante. Ma dietro l’aspetto visionario c’è anche una fortissima allegoria politica e sociale. Il film parla di dominio, ribellione e libertà in modo sorprendentemente attuale. È uno di quei titoli che magari non tutti ameranno, ma che difficilmente si riescono a dimenticare. 

Fonte: https://cinema.everyeye.it/notizie/cinque-capolavori-animati-ricorda-meritano-recuperati-864658.html

Giuls

"Hai visto che occhi? E' malata. Malata di sogni." Cit. Charles Bukowski. Ebbene si sono un' anima curiosa, in cerca di mondi nuovi e prospettive inedite. Viaggio a piedi scalzi, allenando apertura mentale e creatività, esplorando gli ambiti più disparati. Giuls ;)
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